Lay Bac - Ooo Kokomo (♪♪♪)
il texano lay bac, dopo l’esordio dello scorso novembre con lo pseudonimo di de rol lé, torna con un lp di estrazione glo-fi, “ooo kokomo”. con “anak” ci si avvicina alla festa, il vento porta i suoni delle percussioni e della voce, sbrindellata in un’eco metafisica. ma eccoci ormai giunti, “beach cassette jam” prende vita al tramonto ed inizia a rallegrare gli spiriti della spiaggia. “bermuda caves” è un brusco rallentamento, un biglietto d’ingresso per la rievocazione dei miti già riportati in auge da washed out, mentre il poco convincente terzetto formato da “cub ritual”, “everythings related” e “inside healin lodge” svolazza al di sotto della gloriosa tradizione della drone music, senza toccare le corde che permettono ai pensieri di riaffiorare. finalmente si risale al livello “hypnagogic” con “kokomo”, migliore tracce dell’album grazie ad irresistibile loop di voci androgine. ambiente notturno culminante in un coro di grilli per “outside healin lodge” ed ebollizione di pozioni magiche nell’antro di una strega in “so long”. infine “wind surfer cross” regala qualche ritmo tribale eviscerato dal suo contesto naturale. “ooo kokomo” è solo in parte trampolino per un tuffo nei decenni passati, poiché la sua struttura sembra dare maggiore importanza all’immanenza, alla contemporanea presenza di due aspetti uguali e contrari, una spensieratezza attorno alla quale si fa largo una spaventosa notte. una pallida riproposizione musicale delle “majas al bancone” di goya.
Balmorhea - Constellations (♪♪)
grandissima delusione considerando che “all is wild, all is silent” è tra le migliori uscite dell’anno scorso (almeno per quel che mi riguarda). disco è composto da canzoni troppo brevi, tracce più simili ad intro che a brani completi. un lavoro da costipazione, che non riesce a distendersi adeguatamente. non a caso i due pezzi più lunghi, “steerage and the lamp” e “palestrina”, sono i migliori.
Spoon - Transference (♪♪)
l’inizio è sperimentale, il proseguo colmo di groove(s). roba da mal di testa che non mi va di approfondire ulteriormente.