Lady Tornado - Da Qualche Parte Tra La Vita E La Morte (♪♪♪)
diavolo in corpo per i lady tornado, tornati da poco con un nuovo lp, “da qualche parte tra la vita e la morte”. “il volto di ferro” nasce come tante onde, che si scontrano, si annichiliscono e poi trovano la giusta coordinazione per formare uno tsunami sonoro. più sofferto invece l’inizio di “obbligo d’abunia”, brano con una seconda parte a là chaotic qualcosa-core. altro cambio di approccio per “risultato zero nella visione finale”: melodia più evidente e quindi intero pezzo meno ostico, anche se rimangono come leitmotiv i cambi di ritmo. nella cover “tradizione” si rimane sugli stessi lidi musicali del brano precedente, una definizione calzante potrebbe essere quella di grind’n’roll. per concludere bombe rumorose cadono su “scelgo la fine”, sporco e martellante. la presenza di soli cinque brani viene giustificata dalla magnifica serigrafia di ericailcane che occupa un intero lato. ci si diverte, però per poco tempo. mi faccio venire il torcicollo, ma aggiungo anche in questo caso i testi.
il volto di ferro: il volto di ferro di qualcuno che non mi dirà mai nulla. resta una veloce corsa bendato mi macchierei volentieri, anche e solo per vendetta. il volto di ferro che odio. è qualcuno che devo accettare come amare il proprio carnefice intanto una giuria di numeri mi condanna.
obbligo d’abunia: suono di pesanti passi ora tocca a te! lo sguardo fisso su quel soffitto ormai sempre più vicino. la notte cambia solo il colore alle giornate. i rumori fanno visita a ritmi irregolari i rumori amici che distolgono il pensiero portandolo per un attimo alla curiosità della loro natura.
risultato zero nella visione generale: logica. logiche. morali vecchie, infondate morali dettate. sogni di cristallo sopra paini che traballano. ingnoranti sensazioni: bruciano, scoppiano. muovono il motore della macchina dell’???. stringono in spietate morse le limpide ragioni. pochi istanti…poche parole…più nulla.
scelgo la fine: restano solo le briciole sul fondo meglio la fine meglio la fine meglio la fine lontano dai vostri occhi traditori! nascosto tra me e le mie mura scelgo: sepolto o tra voi comunque morto.
CHAMBERS - S/T (♪♪♪♪)
dopo aver acquistato il vinile ancor prima che si asciugasse la stampa mi ritrovo a non aver ancora parlato dell’esordio dei chambers (chambers che andrebbe scritto tutto maiuscolo), e la colpa è tutta del mio giradischi. ma, come si sa, i panni sporchi si lavano in casa, quindi passiamo all’album. come nelle migliori favole bisogna partire dal “c’era una volta” o, meglio, dal c’erano una volta i violent breakfast (o i loro tre quinti), gruppo che si poteva tranquillamente etichettare come “screamo” (almeno per quel che riguarda il bellissimo “nient’altro che tempo”). ma già dallo split con i pyramids la classificazione del genere diventa più difficile, un brano come “onda lunga” potrebbe infatti già essere un’anticipazione del futuro. terminata la dovuta premessa entriamo nel vivo del s/t. ritmi dilatati da una voce glaciale, rallentamenti ed accellerazioni, climax alternati ad improvvisi muri sonori, gli ingredienti per trasformare l’esordio in un avvenimento da ricordare ci sono tutti. “h&n” il brano che preferisco. aggiungo i testi, che non fa mai male e descrivono molto meglio il contenuto dell’lp ripetto a quanto potrei fare io.
easter in tromso: jesus came on an ice egg jesus saved me he was like a bird it’s a fantasy at minus twenty. a disaster, but it’s better than the last time. are you the one who talks to me about me and my complaining? we haven’t reached the calm, we’ll never feel old enough to pay this debt. like a cell, a temple.
h&n: she couldn’t stand the loss of control. this science, the one you’ve created, became your enemy. the one you fight against. she couldn’t understand the loss she couldn’t understand this love.
black to the future: we marched over a diet of wishes we don’t know if it’s a choice, but it’s a chance, it’s not the first one, not the new one. our past rhythms are still living under our steps, covered by ashes, and these fingerprints are deeper and deeper…not a new one. they’re crushing where there was another chance.
second wall war: understanding is watching behind us when you wanna change everything. a wall is falling and it’s doesn’t mean freedom, why are we doing this? but i know we don’t want to stop. sleeping people walk faster. today we woke up with the same desire ‘cause nothing has changed.
a planet is on fire: lost things, or compromises, ripping the pages of a new diary. this life is a game, extra rounds on the way. building power plants on the hills, show all of your skills, and who cares about the trees? the game is over, and heaven too.
Native - Wrestling Moves (♪♪♪+)
il post hardcore è ostico e se poi tende a mescolarsi con il math rock la difficoltà d’assimilazione aumenta. nonostante questo i native riescono a distendere il loro album con piacevoli intermezzi. “marco polo” va dritta dritta tra i brani da ricordare. una lunghissima rincorsa di quattro minuti con toccata e fuga.