Phonaesthetics '10


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Los Massadores
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Magdalene
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Valentina Dorme
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Violent Breakfast
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Phonaesthetics ringrazia le band e gli artisti che hanno pubblicato nei loro siti le recensioni

e tutti i "followers"!
Veronica Falls - Found Love In A Graveyard / Starry Eyes (♪♪♪+)giusto un paio di canzoni, ma entrambe belle. un sentore mistico, caratteristiche da marcetta, crescendo musicale, coro e raddoppi vocali per un indie rock molto particolare e variegato.

Veronica Falls - Found Love In A Graveyard / Starry Eyes (♪♪♪+)
giusto un paio di canzoni, ma entrambe belle. un sentore mistico, caratteristiche da marcetta, crescendo musicale, coro e raddoppi vocali per un indie rock molto particolare e variegato.

Tagged: 2010inghilterraindie rock

Eleh - Location Momentum (♪♪♪+)prima un’informazione di servizio: non si sa se sotto lo pseudonimo “eleh” si nasconda un solo artista od un gruppo. così, l’ho letto in giro e volevo dirlo. ho già ascoltato album “ostici”, roba che i puristi del ludovico van o i citazionisti del rockz si farebbero impalare piuttosto che riconoscere come “musica”, ma questo li batte tutti. asciutto sino al midollo, potrebbe essere quello che si definisce “minimalismo”, ma l’uso comune che si fa del termine crea confusione e non identifica il contenuto di “location momentum”. a qualcuno potrebbe ricordare il suono delle “prove tecniche di trasmissione”,a qualcun altro l’apparizione di tonalità diverse dello stesso colore in una definita zona di un quadro rothkiano o l’ancor più radicale bianco su bianco di malevic. si può discutere per ore sulle reminiscenze, però il fulcro del lavoro sta nella creazione di un universo sonoro di cui non abbiamo l’àncora del passato. non esiste un’adeguata educazione musicale, figuriamoci se ce n’è una per questa dimensione staticopulsante. la cover è praticamente quella del deludente “constellations” dei balmorhea senza illuminazione.

Eleh - Location Momentum (♪♪♪+)
prima un’informazione di servizio: non si sa se sotto lo pseudonimo “eleh” si nasconda un solo artista od un gruppo. così, l’ho letto in giro e volevo dirlo. ho già ascoltato album “ostici”, roba che i puristi del ludovico van o i citazionisti del rockz si farebbero impalare piuttosto che riconoscere come “musica”, ma questo li batte tutti. asciutto sino al midollo, potrebbe essere quello che si definisce “minimalismo”, ma l’uso comune che si fa del termine crea confusione e non identifica il contenuto di “location momentum”. a qualcuno potrebbe ricordare il suono delle “prove tecniche di trasmissione”,a qualcun altro l’apparizione di tonalità diverse dello stesso colore in una definita zona di un quadro rothkiano o l’ancor più radicale bianco su bianco di malevic. si può discutere per ore sulle reminiscenze, però il fulcro del lavoro sta nella creazione di un universo sonoro di cui non abbiamo l’àncora del passato. non esiste un’adeguata educazione musicale, figuriamoci se ce n’è una per questa dimensione staticopulsante. la cover è praticamente quella del deludente “constellations” dei balmorhea senza illuminazione.

Tagged: 2010inghilterraacusmatica

Kate Nash - My Best Friend Is You (♪♪♪♪+)a vent’anni l’esaltante esordio discografico, a ventitrè l’altrettanto sfavillante conferma. soliti testi non convenzionali, melodie accattivanti, voce modulata, ma anche una buona dose di sperimentazione rumorosa e di canto a cappella. bam ba dum ba dum ba dum ba dum bam ba dum ba dum ba dum ba dum bam ba dum ba dum ba dum ba dum.

Kate Nash - My Best Friend Is You (♪♪♪♪+)
a vent’anni l’esaltante esordio discografico, a ventitrè l’altrettanto sfavillante conferma. soliti testi non convenzionali, melodie accattivanti, voce modulata, ma anche una buona dose di sperimentazione rumorosa e di canto a cappella. bam ba dum ba dum ba dum ba dum bam ba dum ba dum ba dum ba dum bam ba dum ba dum ba dum ba dum.

Tagged: 2010inghilterrapop

Autechre - Oversteps (♪♪♪♪+)a cavallo fra melodia e ritmo e la loro contemporanea negazione si trovano gli autechre. quello che stupisce di quest’album è la capacità di soddisfare le esigenze uditive dell’ascoltatore. ogni tassello delle varie tracce va a comporre un ideale percorso predefinito. un destino già scritto, ciò che si dice “non una nota in più e non una in meno”. non do le cinque stelline per una questione di superiorità morale alla perfezione divina (eh?), ma qui ci sono i propositi per: cover dell’anno, canzone dell’anno [con known(1)] e album dell’anno.

Autechre - Oversteps (♪♪♪♪+)
a cavallo fra melodia e ritmo e la loro contemporanea negazione si trovano gli autechre. quello che stupisce di quest’album è la capacità di soddisfare le esigenze uditive dell’ascoltatore. ogni tassello delle varie tracce va a comporre un ideale percorso predefinito. un destino già scritto, ciò che si dice “non una nota in più e non una in meno”. non do le cinque stelline per una questione di superiorità morale alla perfezione divina (eh?), ma qui ci sono i propositi per: cover dell’anno, canzone dell’anno [con known(1)] e album dell’anno.

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Hot Chip - One Life Stand (♪♪+)un altro album che mi innervosisce durante l’ascolto. non brutto, ma eccessivamente catchy. non lo ascolterò più, o forse solo “hand me down your love”. questa eventualità verrà presa in considerazione nel caso, improbabile, che l’angelo della morte di branduardi venga a sterminare i miei cd, vinili ed mp3.

Hot Chip - One Life Stand (♪♪+)
un altro album che mi innervosisce durante l’ascolto. non brutto, ma eccessivamente catchy. non lo ascolterò più, o forse solo “hand me down your love”. questa eventualità verrà presa in considerazione nel caso, improbabile, che l’angelo della morte di branduardi venga a sterminare i miei cd, vinili ed mp3.

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Four Tet - There Is Love In You (♪♪♪♪)fruizione strana. inizialmente è passato senza traccia. ora è sottofondo quotidiano. il problema di fondo sono state le due tracce “love cry” e “circling”, che tutt’ora non mi colpiscono, ma che mi avevano assuefatto negativamente, intaccando il resto del lavoro. da “sing” in poi è pura delizia (senza dimenticare l’iniziale “angel echoes”). ma l’estasi arriva con “plastic people”.

Four Tet - There Is Love In You (♪♪♪♪)
fruizione strana. inizialmente è passato senza traccia. ora è sottofondo quotidiano. il problema di fondo sono state le due tracce “love cry” e “circling”, che tutt’ora non mi colpiscono, ma che mi avevano assuefatto negativamente, intaccando il resto del lavoro. da “sing” in poi è pura delizia (senza dimenticare l’iniziale “angel echoes”). ma l’estasi arriva con “plastic people”.

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Massive Attack - Heligoland (♪♪♪♪)rieccoli con un’altra dose di trip hop, genere a cui non sono mai riuscito a dare delle coordinate. ma, in sostanza, mi frega ben poco di inquadrare questi dieci pezzi nel momento in cui fanno la gioia delle mie orecchie. ogni brano può contare su un cantante diverso e a me è subito piaciuto “babel”, realizzato con la collaborazione dell’ossigenata martina topley-bird. questa scelta senza nulla togliere alle altre canzoni, tutte deliziose.

Massive Attack - Heligoland (♪♪♪♪)
rieccoli con un’altra dose di trip hop, genere a cui non sono mai riuscito a dare delle coordinate. ma, in sostanza, mi frega ben poco di inquadrare questi dieci pezzi nel momento in cui fanno la gioia delle mie orecchie. ogni brano può contare su un cantante diverso e a me è subito piaciuto “babel”, realizzato con la collaborazione dell’ossigenata martina topley-bird. questa scelta senza nulla togliere alle altre canzoni, tutte deliziose.

Tagged: 2010inghilterratrip hop

Richard Skelton - Landings (♪♪♪+)la musica è astratta (e come dice rameau trova radici in se stessa), ma nella maggior parte dei casi l’uso delle parole o l’aspetto imitativo ed onomatopeico rende chiaro il concetto che si vuole esprimere. un discorso simile di riconoscibilità lo si ha, appunto, con la lingua, grazie alla quale si può comunicare basandosi su un codice riconosciuto (ed ovviamente se non si conosce l’idioma usato il significante non è veicolo di un significato). skelton sembra dare per scontato il legame di senso che affida alle vibrazioni sonore e in questo modo, visto che la musica in sè non porta un contenuto, lascia l’ascoltatore ignaro di quello che percepisce. però ad un tratto ci si accorge che la sua musica diventa trasmigrazione (con la finalità del silenzio) della ricerca della luminosità operata da alcuni pittori e che i cinguettii, il rumore dell’acqua (e i titoli) sembrano le “tracce” di picasso e braque. da ascoltare distesi e con gli occhi chiusi, naturalmente.

Richard Skelton - Landings (♪♪♪+)
la musica è astratta (e come dice rameau trova radici in se stessa), ma nella maggior parte dei casi l’uso delle parole o l’aspetto imitativo ed onomatopeico rende chiaro il concetto che si vuole esprimere. un discorso simile di riconoscibilità lo si ha, appunto, con la lingua, grazie alla quale si può comunicare basandosi su un codice riconosciuto (ed ovviamente se non si conosce l’idioma usato il significante non è veicolo di un significato). skelton sembra dare per scontato il legame di senso che affida alle vibrazioni sonore e in questo modo, visto che la musica in sè non porta un contenuto, lascia l’ascoltatore ignaro di quello che percepisce. però ad un tratto ci si accorge che la sua musica diventa trasmigrazione (con la finalità del silenzio) della ricerca della luminosità operata da alcuni pittori e che i cinguettii, il rumore dell’acqua (e i titoli) sembrano le “tracce” di picasso e braque. da ascoltare distesi e con gli occhi chiusi, naturalmente.

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Joker - City Hopper / Output 1-2 (♪♪+)è il problema della dubstep, bella senz’anima. robotiche sensazioni e umane determinazioni. la prima parte del vinile sfoggia una veste più compassata.

Joker - City Hopper / Output 1-2 (♪♪+)
è il problema della dubstep, bella senz’anima. robotiche sensazioni e umane determinazioni. la prima parte del vinile sfoggia una veste più compassata.

Tagged: 2010inghilterradubstep