Dilaila - Ellepi (♪♪♪+)
per capire i dilaila è necessario fingere un cronosisma, tornare agli anni del beat e shakerare il tutto con la tradizione del cantautorato, aggiungendo infine un tocco del repertorio di mina. a questo punto servire fresco nelle calde serate estive alla ricerca di un revival che non si farà attendere troppo. bastano infatti i primi venti secondi di “settembre” perchè l’incredibile voce della cantante cominci a stuzzicare i ricordi di un periodo che magari in pochi hanno vissuto direttamente, ma che è architrave della tradizione del paese. chi non conosce gli anni del boom? note di piano si intrufolano nel brano d’apertura e nel suo amore a due velocità, nel quale lui vive l’agosto, mentre lei è già proiettata verso la fine dell’estate. ancora più spietata “pensiero” (di cui riporto il testo più in basso), con il suo incedere da marcetta e la pomposità degli accenni di tromba. ritmi quasi lounge formano un’insolita accoppiata con l’ambiguo testo di “sapore di sangue”. sembra invece, per intonazione ed accompagnamento, una ballata della giannini “tutta l’aria che c’è”. un basso pulsante e dei synth delicati accompagnano quindi la dolce, quanto aperta a diverse interpretazioni, “ally”. l’ignavia sta alla base di “the sleeper”, canzone dall’andamento lento che è degna anticipatrice dell’elegiaco lamento di “il trono”. dopo un’introduzione rock “oh no!” si scioglie in un veloce valzer dal tono canzonatorio (“visto da qui non sembri più dio, la scimmia vicino a te non ero io”). e così, in breve, si giunge all’epilogo di “ellepì”, affidato a “il tamburo di latta”, nel quale una chitarra in levare si incastra, in un geniale ossimoro, nell’angosciosa atmosfera creata dal resto della strumentazione. le coppie d’apertura e di chiusura racchiudono l’essenza del lavoro, fra risvolti profondi e la spensieratezza di un tempo in cui, forse, tutto andava un po’ meglio.
pensiero:
prendi il tuo pensiero e disegnalo così
prendi il tuo pensiero e rovescialo così
fagli male e poi dimmi come stai
fagli male e poi dimmi come stai, e dove andrà
prendi un giorno in nero, un altro giorno chiuso qui
tu penserai davvero di cavartela così
non scappare tanto non ti salverai
con l’amore tanto non ti salverai, ora nè mai
giurami che è vero oggi ancora, per dio
prendi il mio pensiero e disturbalo così
fammi male, forse ti divertirai
fammi male, ogni giorno è venerdì dovunque vai