Phonaesthetics '10


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Si Non Sedes Is
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Valentina Dorme
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Vermillion Sands
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Violent Breakfast
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e le rispettive label

Phonaesthetics ringrazia le band e gli artisti che hanno pubblicato nei loro siti le recensioni

e tutti i "followers"!
Marie Antoinette - Marie Antoinette Wants To Suck Your Young Blood (♪♪♪+)per quelli che, come me, si occupano prima di tutto di cinema leggere di “joan of arc” non significa tanto ricordare la vita della santa combattente, quanto la vicenda umana messa su pellicola da dreyer. il capolavoro del regista danese è noto al grande pubblico soprattutto per il reiterato uso del primissimo piano. la deleuziana immagine-affezione che viene così a crearsi si distacca dal mondo sensibile, dal regolare scorrere del tempo. un’idea che calza a pennello con l’atemporale agiografia musicata da marie antoniette nel suo debutto. le tracce di “marie antoinette wants to suck your young blood” si configurano come otto piccole reliquie poste sotto la lente d’ingrandimento della chitarra acustica. schegge brevi ed appasionate, riverenti verso la vita della poetessa plath, a cui la cantautrice pesarese dedica una delle canzoni. come già anticipato la forza del lavoro sta nell’arrangiamento ridotto all’essenziale, con il solo glockenspiel a dare un tocco di musicalità in più: una vera e propria sequenza di ritratti a sfondo nero, senza fondali. e in questo tempo di produzioni ricche, ma povere di contenuti sembra di vederla, maria antoinette, col lanternino di diogene, alla ricerca “dell’ultimo baluardo di purezza in un universo ormai contaminato”. (in tema di regine decapitate non posso non consigliare la lettura de “il ragazzo leopardo” di picouly, per vedere la vicenda da una prospettiva a dir poco bizzarra).

Marie Antoinette - Marie Antoinette Wants To Suck Your Young Blood (♪♪♪+)

per quelli che, come me, si occupano prima di tutto di cinema leggere di “joan of arc” non significa tanto ricordare la vita della santa combattente, quanto la vicenda umana messa su pellicola da dreyer. il capolavoro del regista danese è noto al grande pubblico soprattutto per il reiterato uso del primissimo piano. la deleuziana immagine-affezione che viene così a crearsi si distacca dal mondo sensibile, dal regolare scorrere del tempo. un’idea che calza a pennello con l’atemporale agiografia musicata da marie antoniette nel suo debutto. le tracce di “marie antoinette wants to suck your young blood” si configurano come otto piccole reliquie poste sotto la lente d’ingrandimento della chitarra acustica. schegge brevi ed appasionate, riverenti verso la vita della poetessa plath, a cui la cantautrice pesarese dedica una delle canzoni. come già anticipato la forza del lavoro sta nell’arrangiamento ridotto all’essenziale, con il solo glockenspiel a dare un tocco di musicalità in più: una vera e propria sequenza di ritratti a sfondo nero, senza fondali. e in questo tempo di produzioni ricche, ma povere di contenuti sembra di vederla, maria antoinette, col lanternino di diogene, alla ricerca “dell’ultimo baluardo di purezza in un universo ormai contaminato”. (in tema di regine decapitate non posso non consigliare la lettura de “il ragazzo leopardo” di picouly, per vedere la vicenda da una prospettiva a dir poco bizzarra).

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