Phonaesthetics '10


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Valentina Dorme
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Violent Breakfast
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e le rispettive label

Phonaesthetics ringrazia le band e gli artisti che hanno pubblicato nei loro siti le recensioni

e tutti i "followers"!
The Jacqueries - Child’s Play ep (♪♪♪+)
la 42 records sta mettendo in pratica una lungimirante politica di download gratuito. produrre un ep al mese per promuovere gruppi emergenti significa, più o meno intenzionalmente, ripercorrere la strada della gloriosissima sarah records, label inglese divenuta famosa per la scelta di dedicarsi soprattutto alla realizzazione di 7”, twee. per il mese di febbraio la sorte ha baciato i giovani the jacqueries (a gennaio è invece toccato ai vessel, di cui ho già parlato pressochè in contemporanea con l’uscita). per rimanere in tema sarah records, se fossimo nella londra di inizio anni ‘90 “child’s play” si collocherebbe tra il canto del cigno dell’indie pop à the field mice e la culla del britpop. il connubio tra le due tendenze trova la sua forza più centripeta in un brano come “kitsch”, nel quale l’irresistibile traccia della chitarra solista si fa largo fra una trama decisamente pop, per poi dedicarsi ad una coda sonora da far invidia agli another sunny day. d’altro canto le influenze possono anche trovare strade solitarie: “sleeping pills” sfiora la vena intimistica-cantautoriale, mentre “i try”, cover di macy gray, farebbe venire la bava alla bocca delle emittenti radiofoniche. presentazione a parte per “7/8”, canzone rockeggiante, in certi momenti al limite dello shoegaze, che rivela un’attitudine nuova, un’altra via per il futuro.

The Jacqueries - Child’s Play ep (♪♪♪+)

la 42 records sta mettendo in pratica una lungimirante politica di download gratuito. produrre un ep al mese per promuovere gruppi emergenti significa, più o meno intenzionalmente, ripercorrere la strada della gloriosissima sarah records, label inglese divenuta famosa per la scelta di dedicarsi soprattutto alla realizzazione di 7”, twee. per il mese di febbraio la sorte ha baciato i giovani the jacqueries (a gennaio è invece toccato ai vessel, di cui ho già parlato pressochè in contemporanea con l’uscita). per rimanere in tema sarah records, se fossimo nella londra di inizio anni ‘90 “child’s play” si collocherebbe tra il canto del cigno dell’indie pop à the field mice e la culla del britpop. il connubio tra le due tendenze trova la sua forza più centripeta in un brano come “kitsch”, nel quale l’irresistibile traccia della chitarra solista si fa largo fra una trama decisamente pop, per poi dedicarsi ad una coda sonora da far invidia agli another sunny day. d’altro canto le influenze possono anche trovare strade solitarie: “sleeping pills” sfiora la vena intimistica-cantautoriale, mentre “i try”, cover di macy gray, farebbe venire la bava alla bocca delle emittenti radiofoniche. presentazione a parte per “7/8”, canzone rockeggiante, in certi momenti al limite dello shoegaze, che rivela un’attitudine nuova, un’altra via per il futuro.

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