Errnois - The Winter Season (♪♪♪+)
rimaniamo in casa 51beats per parlare di un altro musicista esordiente, errnois. padovano ed appassionato di un’elettronica discreta, vogliosa di mostrare e suscitare sensazioni, ben intuibili in “the winter season”. “wool” si apre all’insegna di un glitch che conferisce brio alla composizione, con una chitarra che fa timidamente capolino tra l’elettronica fino ad intrecciarsi solidamente con questa nel crescendo finale. e, quando tutto sembra destinato ad esplodere, la musica sparisce all’improvviso, come una dolorosa, ma necessaria presa di coscienza. il vuoto creatosi permea anche il primo minuto di “waiting for spring”, nella quale si fa evidente la difficoltà di ripartire. superata l’impasse errnois conserva però un mood introspettivo, più raccolto ed intimo rispetto alla traccia iniziale. “panic-disaster cycle” sottolinea fin dal titolo l’atmosfera d’attesa che si viene a creare, una condizione di non ben identificata inquietudine, talvolta mitigata dalla dolcezza dei tocchi delle tastiere e talvolta drammatizzata dal flusso dei droni. oscillazioni emotive pure in “gorlitzer”, che fluttua tra l’animo sereno dell’attacco, l’impassibilità del cantato e lo sconforto del finale, ai confini del noise. “dressing for dinner” è l’ipotetico giro di boa di “the winter season” e punto in cui la tensione si fa più carica, tra beats e vocalizzi. a partire da “newtones in atmosphere” inizia una decompressione, un’apertura verso spazi più ampi, nei quali, tuttavia, l’alba sembra essere ancora lontana. “our different lines” potrebbe tranquillamente provenire da un album degli “stars of the lid”, non fosse per l’incastonatura di ticchettii, pulsioni, battiti. la superficie su cui si marcia nella seconda parte del lavoro diventa sempre più aerea, tanto che l’atmosfera terrena viene abbandonata nelle divagazioni cosmiche di “yuri in space”, dove il cosmonauta è intento a riparare la sua navicella e a captare i segnali dell’universo sconosciuto. infine il piano di “an end” introduce il sorgere del pallido sole degli ultimi giorni invernali di “sunday on your rowing boat”. il calore arriverà.
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