Phonaesthetics '10


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Agatha
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Altro
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Chambers
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Gerda
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Heike Has The Giggle
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Lady Tornado
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Los Massadores
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Magdalene
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My Vain Therapy
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Pyramids
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Si Non Sedes Is
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Valentina Dorme
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Vermillion Sands
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Violent Breakfast
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e le rispettive label

Phonaesthetics ringrazia le band e gli artisti che hanno pubblicato nei loro siti le recensioni

e tutti i "followers"!

le classificone inutili di fine anno

ci si può sottrarre all’annuale classificone di musica e cinema? direi proprio di no, quando si è riusciti ad accumulare un discreto numero di produzioni interessanti. e anche per il 2010 le soddisfazioni non mancano. partiamo con le band italiane.

10. manzoni
con questo nome (ex maladives) i chioggiotti arrivano al primo lavoro con alle spalle un’età non più adolescenziale, diciamo così. ma la freschezza della musica che riescono a portare è inversamente proporzionale alla cifra dei loro anni. una voce e quattro chitarre, senza basso e con una turnazione alla batteria, per un cantautoriato di stampo post moderno.
“scappi”, malinconici ricordi di un amore consumato e logorato.

9. heike has the giggles
giovanissimo trio ravennate avvezzo al funky punk e visto live, con una presa convincente nei miei confronti. componente catchy del miglior tipo, molto danzerecci. “stop joking about britney spears” è stato il mio personale tormentone di fine estate.

8. chambers
ex violent breakfast e quindi con una spada di damocle sulla testa. per il genere mi butto sul post hardcore, che sennò non ne esco. comunque attese non tradite e tanta gioia nonostante l’azione terroristica della puntina del mio giradischi.
“second wall war”, perché ha anticipato di diversi mesi l’uscita dell’lp, divenendo quindi una valvola di sfogo per l’hype (linguaggio nerd).

7. uochi toki
da qualche anno la strada più sicura nel panorama hip hop: uochi toki marchio di qualità. già con libro audio ho gridato al miracolo, qui parlo di consolidazione del genio antropologico e sociale.
“mi basta udire voci lontane per sentirmi a casa ovunque” vorrei averla scritta io, per dire.

6. vermillion sands
altro gruppo ammirato dal vivo, dopo essere stato ammaliato dall’ep di inizio anno “miss my gun”. indie rock con influenze country, pesantemente western.
“where was he from”, traccia che ha aperto la strada al mio amore per loro.

5. verleine
qui vado a chiudere un discorso iniziato mesi fa. avevo nominato “rivoluzioni a pochissimi passi dal centro” album italiano dell’anno con diritto di recesso, dove il candidato a scalzarli sarebbe potuto essere il nuovo dei clara. disattendo ogni cosa, ma per gradi diversi. il delicato indie folk dei torinesi rimane comunque in classifica nonostante una decantazione non brillante, mentre l’iperproduzione dei bellunesi, ahimè, finisce nel dimenticatoio.
“dipendente pubblico” è bella ogni volta come la prima.

4. verme
due ep per il punk scanzonato, energico e, cazzo, bello, bastano per questa superband più o meno lombarda. musica e testi da cui trarre il massimo del piacere. e cori “alla vasco rossi”. e parole come queste “potremmo parlare per sette ore di un ossimoro, ma io lo sento quello che non dici ed è bello come te”.
“ossimoro”, ma dai?

3. los massadores
fenomeno tutto territoriale del veneto centrale, ma la classifica è mia e ci metto chi voglio io. rock folkloristico che sa individuare vizi e virtù degli abitanti della mia regione.
“armadio a muro”, perché live diventa occasione di dieci minuti di risate.

2. distanti
più o meno quello che ho detto per i verme, ma ad un livello ancora superiore per questi romagnoli. “rigore dimesso di sesso tremore di notte si ubriaca e poi ritorna a casa ripete la notte dopo vent’anni ad un quarto di secolo soffre schiamazza prova a piangere coi duri limoni con il suo amore frignare con il suo amore complicare non puntare sul mondo coi tuoi diari romantici coi tuoi diari non parlarmene più davvero non parlarmene più davvero forse forse non me ne sbatto ancora abbastanza”. toh, joyce.
“limonare duro”, aggiorniamo ferradini.

1. lo stato sociale
la mia band italiana dell’anno. “welfare pop”, elettropunk a bassa qualità da bologna (emilia batte romagna al fotofinish), che cresce ad ogni ascolto e ti gasa.
tutte e sei le canzoni sul gradino più alto: “l’apatico”, “febbre”, “pop”, “on the rocks”, “magari non è gay ma è aperto”, “la 626”. in attesa del primo lp, previsto per la primavera del 2011.

un caro saluto ad albano carrisi, che poche settimane fa è venuto a suonare qui vicino, ma che mi sono imperdonabilmente perso. no, era una coglionatura. alla prossima classifica.

Tagged: 2010italiaclassifica

  1. deboscia posted this